CENTRO, NO CENTRO COMMERCIALE!

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Casella ha bisogno di un centro, no di centro commerciale !

Questo, usando uno slogan, è il succo del discorso. Questo è il mio desiderio, il desiderio di Asolo Viva e di moltissimi cittadini di Asolo. Desiderio che rischia fortemente di essere infranto d’innanzi all’ennesima colata di cemento che si vuole legittimare ai piedi delle nostre amate colline.

Siamo a Casella, precisamente nelle immediate vicinanze dello stabilimento della Replay in via le Marze, qui un paio di società hanno intenzione di realizzare un nuovo insediamento industriale/commerciale. Questi due soggetti ancora con la precedente amministrazione Baldisser avevano stipulato un accordo, depositato dei progetti e versato circa 300.000 euro come acconto su eventuali oneri di urbanizzazione. Già questo dovrebbe insospettire: chi al giorno d’oggi impegna una tale somma così, senza avere la certezza che la cosa si farà? Questi soldi assomigliano molto ad un’enorme “pressione indebita” su chi governa un comune, che come sappiamo bene tutti si trova a fare amministrazione con sempre meno quattrini e una tale somma può ben condizionarne le scelte. Per fortuna di Asolo, grazie all’attento lavoro consigliare dell’avv. Gino Gregoris tale somma è stata vincolata e non è stata potuta usare ne dalla precedente amministrazione ne tanto meno da questa.

Però oggi siamo ad una svolta,  quel PAT che due anni fa è stato prontamente fermato dai cittadini è quasi ultimato, entro l’anno verrà portato dalla maggioranza in Consiglio Comunale e presumibilmente adottato. In commissione urbanistica stiamo discutendo ormai da qualche mese sui vari aspetti che lo compongono e bisogna dare atto alla maggioranza che è stato attuato un forte ridimensionamento della parte insediativa-residenziale del piano, rimangono però grandi perplessità sull’intervento di via le Marze. Da 200.000 mq siamo passati a 57.000 mq ma la paura che tale area non diventi solo l’ampliamento, del tutto legittimo e auspicabile di una nostra importante azienda asolana, è dietro l’angolo.

Dai progetti potuti visionare si capisce che la lottizzazione sarà composta da tre grandi edifici: due grandi rettangoli ( presumibilmente dei capannoni ) paralleli Marosticana. I tre edifici saranno collegati alla viabilità esistente da una serie di nuove bretelle e rotonde. Il tutto poi corredato da una grande mole di parcheggi. Proprio tale aspetto mi ha insospettito più di altri in quanto gli standard urbanistici prevedono per degli edifici solamente industriali un numero di posti auto nettamente inferiori a quelli che si potevano vedere nei disegni. Altro aspetto da considerare è che un cambio di destinazione d’uso, una volta costruiti gli edifici, non è una cosa così difficile da ottenere visto anche che il maggior introito che un comune ne ricaverebbe.

L’assessore, durante la seduta della commissione, ci ha esposto la sua netta ed irrevocabile decisione di procedere con il progetto adducendo come motivazione quella “di aiutare una impresa di Asolo”, ricordo però che “l’impresa di Asolo” in questione non è parte attiva nella richiesta di cambio di destinazione d’uso dei terreni e viene, per stessa ammissione dell’assessore coinvolta solo come “potenziale” affittuaria degli immobili in questione.

Poche certezze sul futuro dell’area e molti soldi in ballo sono un cocktail che Asolo non può mandar giù a cuor leggero!

Durante la riunione della commissione ho richiesto all’Assessore di aver un incontro tra la commissione, i responsabili delle società promotrici dell’iniziativa e i responsabili della Replay in modo tale da fugare ogni dubbio in merito, l’assessore si è reso disponibile ad organizzarlo. Speriamo che alle parole seguano i fatti.

Appena ci saranno nuovi sviluppi ve li comunicherò, nel frattempo antenne drizzate e massima attenzione al nostro amato territorio che si appresta ad affrontare importanti cambiamenti che potrebbero condizionarlo per molto tempo.

Qui sotto l’articolo uscito oggi sulla Tribuna di Treviso in merito alla questione.

ciao

Andrea

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L’inizio di un nuovo cammino

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Ecco l’articolo uscito nel periodico comunale nel numero di Dicembre 2014.

Buona lettura

L’INIZIO DI UN CAMMINO

 

Il 25 Maggio scorso 1012 cittadine e cittadini della nostra amata Asolo hanno creduto che un futuro diverso fosse possibile, hanno creduto che Asolo fosse ancora Viva. Per questo, innanzitutto, noi Vi diciamo grazie. Oggi due membri di Asolo Viva siedono in consiglio comunale e portano avanti i principi che hanno ispirato la nascita del movimento stesso: partecipazione, dialogo, condivisione e un’ostinata volontà di provare a cambiare le cose. L’abbiamo ripetuto anche durante il primo consiglio comunale: “ora tutti e tredici rappresentiamo l’intera comunità, spetta a noi, nel rispetto ognuno dei propri ruoli fare tutto ciò che possiamo IMG_7155.JPGper il raggiungimento del bene comune, di un futuro migliore, di un Asolo migliore”. Asolo Viva si porrà sempre, nei confronti delle altre compagini politiche, con un atteggiamento di apertura e con uno spirito propositivo. E vogliamo lavorare perché ci sia questa apertura anche nei confronti dei cittadini. Uno dei nostri pilastri in campagna elettorale è stato proprio il dialogo tra amministrazione e cittadini, concretizzata nei cosiddetti laboratori. Bene, anche se le elezioni non le abbiamo vinte noi crediamo che il dialogo sia la base su cui poggiare il futuro di una comunità e perciò inizieremo a costituire un laboratorio in cui i cittadini potranno lavorare per creare e portare avanti progetti che poi saranno da noi presentati in consiglio comunale. Dialogo e partecipazione che vogliamo ci sia anche nelle commissioni consiliari, organo consultivo importantissimo la nomina dei cui membri è stata richiesta espressamente dal nostro gruppo per iniziare a dare forma concreta a quel progetto che avevamo illustrato largamente durante la primavera scorsa. Dobbiamo sempre ricordarci che il futuro di Asolo dipende da noi, dalle nostre scelte, dalla nostra capacità di intervenire e farci sentire nelle scelte che quotidianamente vengono operate dall’amministrazione. Il ricordo della battaglia civica dell’anno scorso per fermare il PAT è ancora vivo. In quell’occasione un gruppo di cittadini, che sognavano un futuro diverso per il posto in cui amavano vivere, si sono attivati e sono riusciti a far sentire la loro voce costringendo l’Amministrazione a fermarsi. Nelson Mandela diceva che un vincente è solo un sognatore che non si è arreso. Noi sogniamo una Asolo migliore e con il Vostro aiuto non ci arrenderemo.

Andrea Regosa

Gino Gregoris

ATTENZIONE 2015 CALDISSIMO!

sole

L’altro giorno ho scritto questo pezzo sul portale di Asolo Viva per fare il punto sui programmi della maggioranza per il 2015.

“Magari mi stessi riferendo al meteo! La primavera calda a cui mi riferisco è quella che si appresta a vivere il nostro Comune. Il 2015 sarà l’anno dell’inizio delle celebrazioni del centenario della Grande Guerra, della mostra su Canova, dell’EXPO, dell’inizio dei lavori del completamento del primo stralcio del plesso unico, dell’adozione del nuovo PAT e di molti altri, più piccoli, provvedimenti. Insomma, sarà un anno ricchissimo di scelte da prendere ed alcune di queste, come il PAT, potranno condizionare per lungo tempo il nostro territorio. Scrivo questo mio pezzo perché in queste due settimane ho avuto modo di prendere parte a tre differenti commissioni consiliari: la commissione Cultura e Turismo che presiedo, la commissione Lavori Pubblici e la commissione Urbanistica….”

A questo link trovate l’articolo: articolo

ATTENTI A NON SCOTTARVI!

Asolo 2050: un futuro possibile

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Nell’Ottobre 2009 mi laureai presso lo IUAV ( Istituto Universitario di Architettura Venezia ) con il Professor Cecchetto con una tesi riguardante il futuro del mio territorio. Qui di seguito Vi propongo l’abstract e qualche immagine di riferimento.  

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ASOLO 2050: UN FUTURO POSSIBILE
Come evolverà il territorio dell’alta marca trevigiana nei prossimi quarant’anni? Quali saranno i fattori caratterizzanti di questo sviluppo? Lo sviluppo sarà caratterizzato da principi quali la rigenerazione degli spazi pubblici, l’alta efficienza energetica, la capacità di fare rete tra i vari nuclei urbani del territorio? Queste sono alcune delle domande fondative della mia tesi, lavoro che tramite la costruzione di uno scenario per un futuro possibile per il territorio di Asolo ha inteso tracciare delle linee guida su quello che potrebbe essere uno sviluppo più attento da un lato a ricreare un tessuto sociale ad oggi sfrangiato e quasi totalmente assente e dall’altro teso a proporre delle soluzioni di sviluppo eco-compatibili e che riescano ad inserirsi “pacatamente” nel paesaggio.

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La scelta del sito è frutto di un analisi a scala territoriale che ha interessato tutto l’arco infrastrutturale della strada statale 248 Marosticana. Possiamo dire che ormai lungo questo asse viario è andata consolidandosi un unica grande “ proto-città lineare” di circa trenta chilometri che si estende da Montebelluna ad est e Bassano del Grappa ad ovest, insieme urbano però che si è costituito senza un disegno complessivo e delle logiche di espansione a scala territoriale, ciò a comportato, tra le altre cose una localizzazione dei servizi molto disomogenea con due principali poli costituite dalle cittadine agli estremi dell’asse e con un netto deficit all’interno del tessuto meno denso costituito da tutti gli altri aglomerati come ad esempio Asolo, Onè di Fonte o Maser.

5All’interno di questa situazione eterogenea Asolo si pone, anche grazie alla sua posizione baricentrica all’interno del territorio, come un ideale punto di riferimento per i comuni limitrofi. Inoltre anche assumendo come certa la costruzione dell’autostrada Pedemontana Veneta Asolo potrà candidarsi a diventare una vera e propria porta per il territorio, andando a fungere da punto di riferimento per tutto il comparto turistico dell’arco pedemontano e anche come polo di sevizi di riferimento per tutte quelle aziende che sono ad oggi presenti nel territorio. 1Altro punto fondamentale di questa tesi è la proposta di alcune metodologie di intervento nel tessuto urbano esistente. Preso atto della situazione edificatoria esistente, delle forme urbane attuali propongo tre tipologie di intervento. La prima si basa sulla riscoperta di quelle parti di territorio, che anche se poste in posizione baricentriche rispetto ai nuclei edificati risultato impermeabili alla popolazione o costituiscono dei “terreni morti” per quanto riguarda sia l’uso pubblico che quello produttivo. In queste porzioni di territorio intendo proporre una nuova edificazione che faccia fronte alle previsioni di crescita della popolazione futura, proponendo un modello insediativo che si basi su concetti di condivisione degli spazzi pubblici, dell’autosufficienza energetica e della micro produzione alimentare. Una seconda metodologia consistente nel rigenerare il tessuto edificato esistente: intervenire sugli edifici cercando di renderli autonomi dal punto di vista energetico e intervenendo ad una scala più grande sul composizione funzionale dei quartieri, ad oggi espressione di un un forte monofunzionalismo. Un ultima metodologia di intervento consiste nel riutilizzare gli edifici industriali dismessi o ad oggi inutilizzati. 2Il procedimento di intervento consiste nel mantenere la struttura portante di questi grandi edifici andando poi a inserire nella maglia costruttiva delle celle, come in un grande alveare, polifunzionali in grado di creare delle situazione urbane caratterizzate da un alto mix funzionale.

Stoccolma

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Vita in campagna

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